Yoga: una breve guida alla scoperta della pratica

Benvenut* nella mia breve guida per capire lo yoga

Lo Yoga è un insegnamento mirato a portare verso la liberazione.

in sanscrito, Moksha Shastra, è quindi un processo con un obiettivo, ed il suo scopo finale è quello di liberarci dalle varie forme di sofferenza umana.

Sembra un concetto troppo profondo per uno dei tanti “sport che trovi in palestra”?

Lo yoga può essere definito sia come lo sforzo per ristabilire l’armonia nel complesso del corpo-mente sia come lo sforzo per riunire lo spirito umano individuale con la sua natura essenziale (Schweig, 2007).

Ma quindi cosa ci facciamo in classe su un tappetino?

Molti praticanti moderni si sono interessati allo Yoga come un mezzo per migliorare la propria salute ed il proprio corpo perdendo di vista la parte meditativa-spirituale della pratica.

Dobbiamo però riconoscere che l’identificazione moderna dello yoga come esercizio fisico è solamente uno sviluppo recente!

Nel passato le pratiche incarnavano un approccio integrato combinando un insieme di obiettivi: migliorare la propria salute (intesa come fisica e mentale), scoperta di Sè e la comprensione spirituale di Sè.

I fondamenti e lo sviluppo della pratica

Nelle fasi iniziali dello studio dello Yoga, tantissimi studenti, si concentrano sulla parte fisica e corporale (asana), quella parte più comprensibile e superficiale che interessa il nostro corpo grossolano e fisico.

Poi ci si avvicina alla regolazione volontaria del respiro (pranayama) e dopo ancora esploriamo i primi passi dello sguardo interiore (pratyahara).

Ma quindi dobbiamo praticare tutto ciò in palestra o a casa nella nostra ora di lezione e basta?

Assolutamente No!

Dobbiamo ampliare la nostra concezione per rendere lo Yoga un percorso ed una pratica con obiettivi profondi da vivere tutti i giorni nel nostro quotidiano.

Lo yoga è davvero uno stile di vita, un’indagine esperienziale sulla natura umana (Bhavanani, 2013).

La pratica deve essere costante, seguire con attenzione dei modi di pensiero e così possiamo e dobbiamo trovare il nostro focus interiore anche fuori dalla shala.

Anche perchè, il concetto di avere un “insegnante di yoga” e delle lezioni limitate ad un orario specifico, è un aspetto estremamente moderno e delle volte fuorviante nel nostro percorso da studenti… vista soprattutto la confusione di moltissimi insegnanti nel capire profondamente cosa sia lo yoga. 

Tradizionalmente in India quando si intraprende lo studio dello Yoga si trova un maestro e ci si vive insieme il più tempo possibile. 

Perché?

Proprio per vivere la vita con qualcuno che riteniamo “illuminato”, che detiene degli insegnamenti che non sono limitabili ad una classe, e soprattutto, per vivere la pratica in tutti gli aspetti della nostra quotidianità.

Certamente questo non è sempre possibile nella modernità della nostra vita, lasciare tutto per dedicarci ad un percorso spirituale legandoci ad un maestro\maestra può sembrare troppo pesante.

Ma ciò non toglie che possiamo trovare una via di mezzo, un compromesso, tra le tradizioni antiche e la modernità del nostro quotidiano.

Come?

Integrando la pratica alla vita di tutti i giorni, iniziando con l’aiuto di un insegnante preparat* che possa seguirci e consigliarci anche senza essere sempre con noi.

 

L’essenza dello Yoga è l’osservazione di Sè.

Cosa significa?

Nel caso della pratica Asana, il segreto sta proprio nel portare un senso di distanza psicologica dal corpo per osservare il Sè profondo.

Si sviluppa un senso unico di oggettività: la consapevolezza che l’osservatore, il processo di osservazione (svolto nella mente) e l’oggetto osservato (il corpo e i suoi movimenti) sono parti distinte di un’esperienza interiore integrata. 

Questo, a sua volta, porta ad un profondo senso di padronanza fisica di sé e alla sensazione che il proprio corpo sia diventato “come l’ampia distesa del cielo” (ananta samapatti) (Aranya, 1983).

Nelle successive fasi facciamo diventare oggetto di attenzione il nostro respiro, il che ci aiuta a calmare la reattività emotiva, aumenta la consapevolezza delle nostre energie sottili e risveglia la mente.

Le tecniche di pranayama quindi sono quasi un filo che unisce mondo esterno-corpo a mondo interno-mente.

Ma lo sviluppo più raffinato e profondo dell’osservazione del Sè avviene nella meditazione.

Man mano che l’osservazione della mente viene stabilizzata dalla concentrazione, l’identità dell’individuo come testimone interiore viene rivelata e la coscienza riposa in se stessa (Tigunait, 2014).

Così ci rendiamo conto che lo Yoga è il mezzo per un viaggio interiore. 

Non ci interessa tanto riuscire ad essere più forti e flessibili, piuttosto vogliamo essere in grado di unire corpo e mente per osservarci nel profondo.

Qualunque sia la forma fisica, le posture che il tuo corpo può ottenere non determineranno mai il praticante che sei.

 

Ma allora perchè lo Yoga occidentale è una pratica rilegata alla classe e al tappetino?

Dobbiamo innanzitutto “ringraziare” circa 150 anni di oppressione in India, dove pratiche, usi e costumi sono stati annientati per far si che il popolo indiano si omologasse alla vita del colonizzatore. 

Successivamente, una volta che le pratiche dello Yoga sono approdate in occidente con Swami Vivekananda e poi con T. Krishnamacharya (ed i suoi vari discepoli), questi insegnanti si sono trovati davanti ad un pubblico che pensava principalmente al corpo ed al suo aspetto esteriore.

L’Occidente mancava di tutti quegli insegnamenti spirituali, profondi, divini che la tradizione indiana aveva offerto a insegnanti e praticanti per centinaia di anni.

Così lo Yoga, in modo piuttosto veloce, è diventato sempre più un business che è stato adattato all’avventore moderno e occidentale, perdendo però tutto ciò che queste pratiche rappresentano davvero.

Quindi come fare?

Informati, leggi, studia la teoria, la storia e la filosofia dello Yoga, avvicinati alla spiritualità per comprendere cosa significhi davvero e fai domande!

Confrontati con i tuoi insegnanti e gli altri praticanti senza timore…
Perchè si fanno determinate pratiche?

A cosa servono determinate posture oltre che ad allungare/rinforzare il corpo?

Ci sono diversi stadi del pranayama e qual’è il suo vero punto di arrivo?

Perchè si dice “namaste!”, cosa significa davvero?

Non fermare la tua curiosità perchè lo Yoga può regalarti un mondo fantastico pronto per essere esplorato!

Con amore 

Giulia x Saptamatrika Yoga

 

 

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