NAMASTE, ma perchè? Dall’India all’appropriazione culturale in Occidente.

Dal sanscrito “Namaha” (= inchinarsi) una parola usata con semplicità che è molto più profonda di quanto si creda.

Namaste è usato sempre più come saluto, perdendo però la grande valenza spirituale delle sue origini.

La traduzione più corretta potrebbe essere

“Le mie qualità divine si inchinano al divino che c’è in te”

Infatti unendo le mani nel gesto di preghiera (Anjali Mudra) e chinando il capo sfiorando con le dita unite il punto centrale tra le sopracciglia (sede del terzo occhio), unisco mente e corpo in un solo gesto e concentro le mie attenzioni sulle qualità divine che tutti gli esseri possiedono per porgere saluto.

 

 

Basta questo per poter usare questa parola?

No!

Perchè il rendersi conto delle proprie qualità divine e di quelle degli altri fa parte di un percorso intenso e non sempre facile, soprattutto per noi occidentali non abituati sin da piccoli a concetti spirituali.

Oltretutto Namaste o Namaskar è una frase introduttiva, non di saluti quando stiamo andando via!

 

 

Ma allora perchè viene usato nelle classi di Yoga?

Usarlo vuol dire appropriazione culturale? E le storpiature? Ma deve essere tutto sempre così profondo?

 

“In India lo usano come un semplice saluto!”

Certamente, ma molto probabilmente non sei indiano e non sei nato e cresciuto in India.

Avendo una valenza spirituale, di cui è impregnata la cultura indiana (anche quella moderna), in India possono usare questo saluto con rispetto e consapevolezza.

 

Ma quindi usare namaste è appropriazione culturale?

Spesso si!

Proprio perchè molti occidentali non sono culturalmente abbastanza preparati a comprendere cosa significhi per un occidentale utilizzare un saluto come questo in una lingua che non sia la sua.

Addirittura?

Certo! Perché non solo ha una grande importanza culturale (che dovremmo conoscere), ma dovremmo essere anche più rispettosi e al corrente della storia del paese di provenienza e di come poi vengono trattate queste persone in occidente quando vogliono seguire la loro cultura di origine in libertà.

 

Namaste non è un semplice saluto ma un gesto di preghiera e reverenza che troppo spesso troviamo utilizzato nelle classi di yoga (e comunità new age) come se fosse la cosa più normale al mondo.

Senza contare le varie storpiature come “Nama-stay in bed” “Namaste bitches” e tanto altro.

 

Ma deve essere sempre tutto così profondo?

Non sempre, usiamo saluti con valenza spirituale tutti i giorni ed in diverse lingue e non ce ne rendiamo conto.

Es: Addio=ti raccomando a Dio, Goodbye=God be with Ye.

 

Ma quando si tratta di Yoga e di appropriazione culturale è tutto un altro discorso.

L’industria dello Yoga è ormai celebre in tutto il mondo e spesso si usa Namaste dando un significato completamente sbagliato a quello originale 

Es: “che la mia luce divina si inchini alla tua luce divina”

O come potete notare da questa immagine, si danno significati molto più intrinsechi e di certo errati a questa parola.

i significati errati di Namaste
Una storpiatura occidentale della parola namaste.

Insegnanti di “yoga” in tutto il mondo terminano le loro classi con un Namaste sussurrato per dare una valenza ancora più importante\sacra alla classe appena terminata.

Spesso, noi occidentali non calcoliamo come non apprezziamo ciò che prendiamo da un’altra cultura, ce ne appropriamo e basta.

Con la parola Namaste è proprio la stessa cosa, prendiamo e mastichiamo ciò che ci sembra esotico per poi riutilizzarlo nel modo che più ci fa comodo.

Essere consapevoli della cultura che esiste dietro certe pratiche non solo è importante ma è fondamentale per comprendere ciò che stiamo facendo e per rispettarne la provenienza.

 

Quindi ora, se sei un’insegnante puoi chiederti “perchè termino le mie classi con Namaste?” 

O se sei un praticante puoi chiederti come mai l’insegnante termini proprio con questa parola e non con qualche altro saluto.

 

Susanna Barkataki in un suo articolo può farci riflettere con queste semplici domande 

È davvero necessario terminare una classe con Namaste?

Pronunci correttamente Namaste?

Conosci e onori in profondità la cultura di provenienza di questa parola?

Se sei così attaccat* all’uso della parola Namaste, ti sei chiest* il perchè?

Perchè non esplorare la propria immaginazione usando altri saluti?

 

Ci sono così tante alternative per concludere una pratica, io ad esempio uso un semplice “Grazie per la pratica di oggi” dopo aver dato per qualche respiro l’attenzione a qualche pensiero positivo o di gratitudine.

Perchè il Namaste deve diventare come un “ciao” di circostanza?

Ricordati che una parte importante dello Yoga è quella della pratica di ASTEYA (non rubare), uno dei punti focali della vita yogica.

Il rubare non è sempre fisico, può essere anche culturale, morale e spirituale, ed è forse il modo peggiore di sottrarre qualcosa.

Se volete approfondire la questione di appropriazione culturale e yoga vi consiglio i seguenti articoli

https://www.self.com/story/yoga-indian-cultural-appropriation

https://www.susannabarkataki.com/post/namaste

https://www.yogajournal.com/yoga-101/yoga-cultural-appropriation-appreciation

http://rumyaputcha.com/115-2/

https://www.oxfordstudent.com/2020/07/11/breathing-deep-and-diving-in-yoga-and-cultural-appropriation/

Grazie per aver letto questo articolo e spero di averti donato degli spunti di riflessione.

 

A presto!

 

Giulia x Saptamatrika Yoga